Avviare un’attività può costare anche diverse migliaia di euro: l’importo totale dipende dal modello di business, dal settore e dall’ubicazione.
Nel 2026, è difficile sapere quanto costa aprire un’attività, specie a causa delle forti incertezze e tensioni che caratterizzano lo scenario politico ed economico.
Questa guida illustra i costi di avvio tipici per categoria di spesa e tipo di attività, oltre a fornire suggerimenti su come tenere sotto controllo i costi.
Quanto costa aprire un’attività?
I costi di avvio sono le spese una tantum e ricorrenti necessarie per lanciare un’attività. Comprendono lo spazio per uffici, le attrezzature, le licenze e i permessi, le assicurazioni, le scorte, gli stipendi dei dipendenti e il marketing.
I costi totali variano in base al tipo di attività, alle dimensioni e all’ubicazione. Un negozio online gestito da casa presenta un profilo di costi diverso rispetto a un negozio fisico o a un’attività manifatturiera.
Calcolare i costi di avvio prima del lancio aiuta a stimare i profitti, a condurre un’analisi del punto di pareggio, a ottenere prestiti e ad attrarre investitori.
“Non sono un mago della finanza, ma so leggere un bilancio e un conto economico”, afferma Bill Bachand, fondatore di Renu Therapy, in un episodio di Shopify Masters. “E so anche dove vengono codificate le diverse voci di spesa, in modo che tutto quadri. Perché se disponi di dati finanziari solidi, puoi prendere decisioni oculate.”
Costi tipici di avvio per una piccola impresa
Avviare una piccola impresa in Italia nel 2026 comporta costi molto variabili in base al settore e alla forma giuridica scelta. Per un’impresa individuale, ad esempio, il solo diritto annuale alla Camera di Commercio di Roma è pari a 53 € per le imprese iscritte nella sezione speciale e a 120 € per quelle nella sezione ordinaria, a cui si aggiungono diritti di segreteria, imposta di bollo ed eventuali costi per PEC e firma digitale. Un servizio base di fatturazione elettronica può costare circa 30 € + IVA all’anno, mentre i gestionali più completi possono prevedere canoni mensili superiori.
Per un’attività e-commerce, Shopify Basic costa 27 euro al mese con fatturazione annuale, mentre un dominio .it può costare 2,99 € + IVA il primo anno e 8,99 € al rinnovo; per un .com si passa rispettivamente a 7,99 € e 13,49 € + IVA. I costi per sviluppo dei prodotti, scorte, imballaggi, assicurazioni e locali variano invece molto in base all’attività. Per le spedizioni nazionali, Poste Delivery Web parte da 4,63 € + IVA. Anche marketing e pubblicità richiedono un budget variabile, mentre il costo del personale dipende dal CCNL e dall’inquadramento: nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’eurozona è cresciuto del 3,2%.
Come variano i costi di avvio a seconda del tipo di attività
Il budget di avvio adeguato dipende dal tuo modello di business.
I costi di avvio variano in modo significativo a seconda del modello di business:
- Negozio online: da 1.000 a 60.000 euro
- Attività di servizi: da 3.000 a 15.000 euro
- Attività legata ai prodotti: da 5.000 a oltre 1 milione di euro
- Negozio al dettaglio: da 30.000 a 50.000 euro
- Ristorante: da 50.000 a 300.000 euro
Negozio online: da 1.000 a 60.000 euro
Un negozio online presenta la barriera all’ingresso più bassa rispetto a qualsiasi altro modello di business. I costi di avvio variano da 1.000 a 60.000 euro, a seconda che si tratti di un’attività di dropshipping o della creazione di un marchio privato con magazzino.
Un’attività di dropshipping può essere avviata con poche centinaia di euro: occorreranno un abbonamento alla piattaforma, un dominio e un budget per il marketing. Un marchio ecommerce, con packaging personalizzato, fotografia e scorte iniziali, richiede in genere un capitale notevolmente maggiore.
Il lancio di un business in dropshipping richiede una piattaforma ecommerce, un dominio e un budget per il marketing. L’avvio di un’attività in dropshipping con strumenti essenziali presenta una spesa che va dai 200-600€ al mese, a seconda di strumenti, piani e strategie di marketing. Questo costo comprende l’abbonamento Shopify, la registrazione del dominio, l’accesso alle app e i costi di marketing iniziali.
Il costo variabile più consistente è rappresentato dall’inventario. A differenza delle attività di servizi, i negozi online si assumono il rischio legato all’inventario fin dal primo giorno. Le commissioni della piattaforma, l’elaborazione dei pagamenti e la pubblicità digitale sono le principali spese ricorrenti.
Attività di servizi: da 3.000 a 15.000 euro
Le attività di servizi presentano i requisiti di capitale più bassi tra tutte le tipologie di attività. I costi di avvio per le attività di servizi si aggirano in genere tra i 3.000 e i 15.000 euro, con molte attività gestite da casa che spesso partono con meno di 5.000 euro. I principali costi iniziali sono la registrazione dell’attività, l’apertura della partita IVA e gli eventuali strumenti o attrezzature specifici per il servizio.
Non è necessario gestire inventario né affittare un locale commerciale. Tuttavia, occorre tempo per generare ricavi. La maggior parte delle attività nel settore dei servizi impiega dai tre ai sei mesi per creare una base clienti stabile, pertanto il capitale circolante necessario a coprire le spese personali durante tale periodo costituisce una parte fondamentale del budget.
Attività legata ai prodotti: da 5.000 a oltre 1 milione di euro
Un'attività basata sulla vendita di prodotti, ovvero un'azienda che sviluppa, produce o acquista beni fisici, presenta costi molto variabili in base al modello di business e alla modalità di produzione o approvvigionamento. I costi variano notevolmente a seconda del modello di business, ma le aziende manifatturiere richiedono spesso un investimento iniziale consistente, il più elevato tra tutte le attività basate sulla vendita di prodotti. Secondo una stima, i costi di avvio di un'azienda manifatturiera si aggirano tra 550.000 e 1,35 milioni di euro.
Non tutte le attività legate ai prodotti richiedono un tale livello di capitale.
Le attività basate sulla vendita di prodotti su scala più ridotta che si riforniscono da fornitori terzi richiedono meno risorse iniziali, ma lo sviluppo del prodotto, la realizzazione dei campioni e il confezionamento vanno tutti ad aggiungersi alle spese sostenute prima dei ricavi.
Il flusso di cassa rappresenta il problema principale. Le aziende di prodotti pagano le merci prima di venderle: proprio quel lasso di tempo tra l’esborso e l’incasso è il punto in cui si concentra la maggior parte delle pressioni nella fase iniziale.
Negozio al dettaglio: da 30.000 a 50.000 euro
Un negozio al dettaglio richiede in genere un capitale iniziale maggiore rispetto a un’attività online o basata sui servizi. Secondo le indagini di Shopify, il costo medio di avvio è di circa 30-50.000 euro, anche se i costi variano in modo significativo a seconda della posizione, delle dimensioni del negozio e della categoria.
Anche i costi ricorrenti sono più elevati rispetto ad altre tipologie di attività. L'affitto, le utenze e il personale costituiscono costi fissi che l'azienda deve sostenere ogni mese indipendentemente dal fatturato. Le decisioni relative all'ubicazione sono difficili da modificare, il che rende fondamentale un'accurata ricerca della sede prima dell'apertura.
Ristorante: da 50.000 a 300.000 euro
I ristoranti presentano alcuni dei costi di avvio più elevati tra tutte le tipologie di attività trattate.
Il costo medio di avvio di un ristorante oscilla tra 50 e 300.000 euro. Una delle voci più importanti è sicuramente l’affitto del locale, a cui si aggiungono le spese per la ristrutturazione e l’adeguamento degli spazi, che includono cucina professionale, impianti a norma, impianto elettrico, ventilazione e sicurezza, oltre all’arredamento della sala. A questi costi si sommano le spese burocratiche e amministrative: apertura della partita IVA, licenze, autorizzazioni sanitarie, corsi HACCP per il personale e consulenze tecniche.
I ristoranti devono inoltre affrontare un percorso più lungo verso la redditività rispetto alla maggior parte delle altre tipologie di attività, rendendo le riserve di capitale circolante una parte fondamentale del budget di avvio.
Statistiche chiave sui costi delle piccole imprese
Prima di addentrarti nel calcolo dei costi necessari per avviare la tua attività, diamo un’occhiata al panorama delle piccole imprese.
Statistiche da conoscere
- Nel 2025 sono nate 323.533 nuove imprese in Italia; considerando anche le cessazioni, il saldo è stato positivo per 56.599 unità.
- A fine 2025 risultavano registrate 5,85 milioni di imprese, lo 0,96% in più rispetto all’anno precedente.
- Nel 2025 la domanda di credito delle imprese è leggermente aumentata, pur rimanendo complessivamente contenuta.
- Nel primo semestre del 2025, la maggiore domanda di finanziamenti è stata sostenuta soprattutto dalla necessità di finanziare gli investimenti.
Tendenze nelle spese delle piccole imprese
L’intelligenza artificiale per ridurre i costi
L’intelligenza artificiale offre alle imprese nuovi strumenti per automatizzare attività, aumentare la produttività e supportare la crescita. Secondo l’Istat, nel 2025 il 15,7% delle PMI italiane utilizza tecnologie di IA, una quota più che raddoppiata rispetto al 7,7% del 2024. La diffusione è ancora molto più elevata tra le grandi imprese, dove l’utilizzo è passato dal 32,5% al 53,1% nello stesso periodo.
Tra le imprese che utilizzano l’IA, il 59,1% ricorre a strumenti di IA generativa per produrre o elaborare testi, immagini, video, audio o linguaggio parlato. Il marketing e le vendite rappresentano inoltre l’ambito aziendale in cui queste tecnologie vengono impiegate più frequentemente, interessando il 33,1% delle imprese che utilizzano l’IA.
I titolari di negozi Shopify hanno accesso a Shopify Sidekick, che può ridurre il tempo dedicato alle attività di gestione del negozio:
- Scrittura delle descrizioni dei prodotti
- Generazione di post per il blog e contenuti delle pagine
- Creazione di oggetti delle email e campagne di marketing
- Risposta alle domande frequenti dei clienti tramite Shopify Inbox
- Rimozione degli sfondi dalle immagini dei prodotti
- Generazione di temi per il negozio e blocchi di temi personalizzati
Prepara un budget iniziale prima di avviare la tua startup
Ecco come creare un solido piano finanziario prima di dare il via alla tua attività.
1. Annota le spese una tantum e quelle mensili
Suddividi i costi di avvio in due categorie.
Le spese una tantum sono quei costi che si pagano una sola volta per avviare l’attività:
- Spese di registrazione della società
- Progettazione del logo
- Scorte iniziali
- Autorizzazioni
- Spese legali per i documenti di costituzione della società
Le spese mensili sono ricorrenti:
- Affitto
- Stipendi
- Abbonamenti software
- Assicurazione
Segna entrambe le categorie su un calendario per il tuo primo anno. In questo modo capirai quando disporre di liquidità così da evitare costi imprevisti.
2. Informati sui prezzi e sui preventivi dei fornitori
Una volta stilato l’elenco delle spese, informati sui costi effettivi di ciascuna voce. Alcuni sono semplici da quantificare. Ad esempio, i permessi e le licenze presentano costi fissi e pubblicamente consultabili. Altri richiedono di contattare direttamente i fornitori per un preventivo.
Utilizza i dati sui costi riportati nella tabella sopra come punto di partenza. Per tutto il resto:
- Contatta direttamente i fornitori e richiedi preventivi
- Approfitta degli sconti di lancio e delle prove gratuite prima di acquistare software o servizi
- Non aver paura di negoziare
Prima di inserire una spesa nel budget, chiediti se sia essenziale, ossia qualcosa di cui l’azienda ha fondamentalmente bisogno per operare, o discrezionale. La pubblicità, ad esempio, può accelerare la crescita, ma non è necessaria per il lancio. Nuove attrezzature, uffici di grandi dimensioni e la progettazione di siti web su misura sono aree comuni in cui i fondatori tendono a spendere troppo nelle fasi iniziali.
Cerca modi per ridurre i costi iniziali senza compromettere la tua capacità operativa. Ad esempio, i temi gratuiti di Shopify possono eliminare la necessità di un lavoro di progettazione su misura al momento del lancio.
Un modello gratuito di business plan può aiutarti a organizzare e documentare ogni spesa prima del lancio.
3. Stima i costi per fase
Le spese di avvio non vengono sostenute tutte in una volta. Suddividere i costi in fasi ti aiuta a capire quando serviranno i fondi e quanto dovrai avere a disposizione.
- Pianificazione. I costi legali e amministrativi, tra cui la registrazione dell’attività, le licenze, i permessi e gli onorari professionali per la costituzione della società, vengono pagati prima dell’inizio delle operazioni. Si tratta perlopiù di spese una tantum.
- Avviamento. Questa fase copre i costi relativi all’allestimento del negozio e all’approvvigionamento dei primi prodotti: abbonamento alla piattaforma, dominio, scorte iniziali o sviluppo dei prodotti, imballaggi ed eventuali attrezzature. Anche la progettazione del sito web rientra in questa fase.
- Lancio. La spesa per il marketing aumenta in genere al momento del lancio per creare una prima visibilità.
- Primi 12 mesi. I costi ricorrenti, affitto, personale, abbonamenti software, assicurazioni, rimborsi dei prestiti e rifornimento dell’inventario, si protraggono per tutto il primo anno. Accantonare almeno sei mesi di costi operativi prima del lancio migliora significativamente le possibilità di raggiungere la redditività.
Risorse per il calcolo dei costi di avvio e modelli di budget
Monitorare i costi in diverse categorie, tra cui spese una tantum, costi ricorrenti, spesa pubblicitaria e scorte, è più semplice con gli strumenti giusti.
Disporre di un quadro di riferimento per il budget prima del lancio ti aiuta a ripartire le spese tra le diverse categorie, anziché prendere decisioni in modo reattivo.
Queste risorse riguardano la pianificazione, il monitoraggio e la gestione finanziaria continua:
- Modello gratuito di business plan. Il modello gratuito di Shopify include sia un formato tradizionale sia uno semplificato di business plan, con sezioni dedicate alla panoramica aziendale, al riepilogo finanziario, all’analisi della concorrenza, alla strategia di marketing e al piano logistico.
- Calcolatore di profitto. Un calcolatore di profitto disponibile nell’App Store di Shopify che tiene traccia del profitto netto effettivo per ordine, prodotto e negozio. Importa il costo delle merci vendute (COGS), le spese di spedizione, le tasse, le commissioni di transazione, i rimborsi e la spesa pubblicitaria da piattaforme quali Meta, Google e TikTok. È disponibile una prova gratuita di 15 giorni; i piani a pagamento si basano sul volume mensile degli ordini.
- Shopify Forms. Raccogli indirizzi email prima del lancio e crea un pubblico mentre stai ancora sviluppando i prodotti.
Tipi di costi per una piccola impresa
Sapere quanto siano stabili o variabili le tue spese ti aiuta nella pianificazione finanziaria e nelle decisioni relative ai prezzi.
Costi fissi vs. costi variabili
I costi fissi rimangono invariati indipendentemente dal volume delle vendite. L’affitto, gli abbonamenti ai software e le assicurazioni sono costi fissi: vanno pagati indipendentemente dai ricavi generati.
I costi variabili variano in base al volume delle vendite, alla domanda dei clienti e alle condizioni della catena di approvvigionamento.
Sono più difficili da prevedere rispetto ai costi fissi.
Esempi di costi variabili:
- Costi di imballaggio e spedizione
- Costi delle materie prime
- Forniture per l’ufficio
- Commissioni sulle carte di credito
- Interessi sui prestiti (se a tasso variabile)
Conoscere i costi fissi permette di calcolare il fatturato minimo necessario per coprire le spese. Se i tuoi costi fissi ammontano a 1.500 euro, quella è la soglia minima che le tue vendite devono superare prima di raggiungere il punto di pareggio.
Costi diretti vs. costi indiretti
I costi diretti sono legati alla produzione e alla vendita di un prodotto: materie prime, commissioni di transazione, spedizione e stoccaggio delle scorte. Variano in base al fatturato.
I costi indiretti, invece, sono spese generali che rimangono costanti indipendentemente dal volume delle vendite: hosting web, stipendi, forniture per l’ufficio e assicurazioni.
Entrambi influenzano il prezzo di vendita e la pianificazione dei profitti in modi diversi.
I costi diretti determinano il prezzo minimo sostenibile. Se il costo dei beni venduti è di 5 euro e si punta a un margine di profitto del 40%, l’articolo deve essere messo in vendita a 8,33 euro o più.
I costi indiretti definiscono la soglia di pareggio. Se mantenere attivo un negozio online costa 250 euro al mese, l’azienda deve generare almeno 250 euro di profitto lordo mensile prima di realizzare un utile.
Come ridurre i costi di avvio
Mantenere bassi i costi iniziali riduce il capitale necessario per raggiungere la redditività. Ecco alcune strategie per ridurre i costi di avvio. I risultati variano a seconda del tipo di attività, del mercato e dell’attuazione.
Inizia con una linea di prodotti più ridotta
Lanciare una gamma di prodotti più limitata riduce la spesa d’inventario e rende più facile verificare quali articoli vendono meglio prima di gestire inventari più ampi.
Verifica la domanda prima di investire in scorte o in un sito web completo
Uno degli errori più costosi che una startup possa commettere è investire massicciamente nell’inventario prima di aver verificato che i clienti desiderino effettivamente il prodotto. È invece consigliabile testare prima la domanda. Prevendite, liste d’attesa, marketplace e dropshipping possono aiutare i fondatori a valutare la domanda prima di impegnare capitali significativi.
Shopify Collective consente ai proprietari di negozi di procurarsi e vendere prodotti di altri marchi Shopify senza dover tenere scorte. I margini di profitto variano in genere dal 20% al 50%. Si tratta di un modo a basso rischio per verificare l’adeguatezza del prodotto al mercato prima di investire nel proprio magazzino.
Utilizza fin da subito strumenti a basso costo
Diversi costi ricorrenti possono essere ridotti o differiti al momento del lancio:
- Progettazione del sito web. I temi gratuiti disponibili nello Shopify Theme Store soddisfano la maggior parte delle esigenze di lancio.
- Descrizioni dei prodotti e testi di marketing. Shopify Sidekick genera entrambi direttamente dall’area di amministrazione di Shopify.
- Gestione delle FAQ dei clienti. L’app Shopify Knowledge Base genera automaticamente le FAQ del negozio e personalizza il modo in cui gli agenti di vendita basati sull’intelligenza artificiale rappresentano la tua attività, riducendo la necessità di contenuti manuali per l’assistenza clienti.
- Software di contabilità. Utilizza opzioni gratuite per gestire la contabilità di base fino a quando il fatturato non giustificherà l’adozione di uno strumento a pagamento.
Rimanda le spese non essenziali
Confezioni personalizzate, servizi fotografici professionali e articoli di cancelleria con il marchio sono spese iniziali comuni che possono essere rimandate. Crea prima una base clienti e poi dedicati a spese di questo tipo.
Dai priorità ai canali organici rispetto alla pubblicità a pagamento
I canali organici, tra cui SEO, social media e contenuti, richiedono tempo anziché budget e consentono di creare un pubblico prima di investire nella pubblicità a pagamento.
Costi nascosti da considerare quando si avvia un'attività
Non tutte le spese di avvio figurano nel business plan. Questi costi, spesso trascurati, possono incidere sul budget e sul flusso di cassa durante il primo anno.
Licenze e permessi
In Italia, licenze e permessi necessari per avviare un’attività variano in base al settore, al Comune e al tipo di impresa. Per molte attività commerciali e artigianali è sufficiente presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), mentre i settori soggetti a requisiti specifici, come ristorazione, sanità o attività ricettive, possono richiedere ulteriori autorizzazioni. Costi e diritti amministrativi non sono uniformi a livello nazionale e dipendono dal Comune e dalla pratica richiesta.
L’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Per chi avvia un’impresa, tuttavia, possono aggiungersi i costi per l’iscrizione al Registro delle Imprese, il diritto camerale annuale, la PEC, la firma digitale e gli eventuali diritti relativi a SCIA e autorizzazioni. La Comunicazione Unica consente di gestire in un’unica procedura partita IVA, Registro Imprese, INPS, INAIL ed eventuale SCIA.
Costi di spedizione
I costi di spedizione aumentano in base alle dimensioni dei colli, al peso e alla distanza. Le consegne all’estero e le spedizioni urgenti comportano un costo aggiuntivo. Gli elevati volumi di resi aggravano ulteriormente i costi: ogni spedizione di reso si aggiunge al costo di spedizione dell’ordine originale.
Shopify Shipping include sconti pre-negoziati fino all’88%. I proprietari dei negozi spesso gestiscono i costi di spedizione addebitandoli ai clienti o fissando una soglia per la spedizione gratuita.
Costi del personale e delle assicurazioni
Lo stipendio è la componente più elevata del costo del personale, ma per un’impresa che assume dipendenti vanno considerati anche contributi previdenziali e assistenziali, TFR e premi assicurativi. I contributi INPS a carico del datore di lavoro variano in base al settore, al tipo di contratto e all’inquadramento del lavoratore. Per le attività soggette alla relativa tutela, il datore di lavoro deve inoltre assicurare i dipendenti presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali; il premio dipende dalle retribuzioni e dal livello di rischio associato all’attività svolta.
Oltre alle coperture obbligatorie, un’impresa può sottoscrivere polizze facoltative come responsabilità civile verso terzi e prestatori di lavoro (RCT/RCO), copertura dei beni aziendali o assicurazioni sanitarie integrative per i dipendenti. Per i professionisti iscritti a ordini o collegi, invece, la RC professionale è obbligatoria.
Dal 2026 va inoltre considerato l’obbligo di copertura contro calamità naturali ed eventi catastrofali per le imprese soggette alla normativa e che utilizzano i beni aziendali interessati. Premi e costi assicurativi variano molto in base a settore, dimensioni dell’impresa, localizzazione, valore dei beni e coperture richieste, quindi è consigliabile confrontare più preventivi.
Servizi professionali
Le consulenze legali, fiscali e contabili possono rappresentare una voce importante tra i costi di avvio di un’impresa, soprattutto quando occorre redigere contratti, proteggere la proprietà intellettuale o gestire adempimenti societari e fiscali. In Italia non esiste una tariffa oraria unica per avvocati e altri professionisti: il compenso viene concordato in base alla complessità e al tipo di incarico e deve essere comunicato al cliente con un preventivo di massima.
La tutela della proprietà industriale può comportare ulteriori spese. Per una domanda di brevetto per invenzione, il MIMIT prevede un diritto di deposito di 50 € online, mentre il deposito cartaceo costa da 120 a 600 € in base alla lunghezza della domanda; per ogni rivendicazione oltre la decima sono dovuti altri 45 €. A questi importi possono aggiungersi i compensi di avvocati o consulenti in proprietà industriale per la preparazione e la gestione della pratica.
Come ottenere fondi per aprire un’attività
Eventi imprevisti come una recessione, un’interruzione della catena di approvvigionamento o una crisi sanitaria possono compromettere le proiezioni finanziarie. Una pianificazione di emergenza e una riserva di liquidità possono ridurre l’impatto di questi eventi inattesi.
Risparmi personali
I risparmi personali e l’autofinanziamento rappresentano una fonte importante di risorse per le imprese italiane, soprattutto quando si vuole limitare il ricorso al credito esterno. Secondo la Banca d’Italia, negli ultimi anni l’autofinanziamento è cresciuto più degli investimenti anche tra le imprese di minori dimensioni, riducendo progressivamente il loro fabbisogno di finanziamenti esterni.
Sostegno finanziario di amici e familiari
I prestiti provenienti da reti personali sono solitamente esenti da interessi, a differenza dei finanziamenti istituzionali.
Prestito personale
Le banche offrono finanziamenti per piccole imprese per aiutare gli imprenditori ad aprire la propria attività. Tieni però in considerazione che se per qualunque motivo non riesci a rimborsare il prestito ne risponderai personalmente.
Anticipo contante da commerciante
Questo tipo di finanziamento fornisce liquidità per l’avvio dell’attività. Si tratta di fondi che dovrai restituire come percentuale sulle vendite.
Crowdfunding
Il crowdfunding è un modo per reperire una grande quantità di denaro da un vasto numero di persone. Le piattaforme di crowdfunding come Kickstarter, Wefunder e Indiegogo ti aiutano a raccogliere fondi dagli investitori senza ricorrere necessariamente a un prestito tradizionale. Considera però che si tratta di un processo complesso e molto lungo. Per poter lanciare una campagna di successo potrebbero volerci anche vari mesi.
Capitale di rischio
Le società di capitale di rischio investono in cambio di quote azionarie. Il finanziamento comporta solitamente la partecipazione al consiglio di amministrazione e aspettative di crescita. È una pratica molto diffusa per le aziende con un elevato potenziale di crescita e un prodotto scalabile.
Carte di credito aziendali
Le carte di credito aziendali possono coprire i costi iniziali, come attrezzature e forniture, oltre a offrire premi o rimborsi in contanti. Sui saldi non pagati maturano interessi, quindi mantenere un saldo scoperto aumenta il costo effettivo di qualsiasi acquisto.
L’importanza delle proiezioni finanziarie per le startup
Le proiezioni finanziarie aiutano a stimare tre aspetti: per quanto tempo basteranno le risorse disponibili, quali sono gli impegni fissi mensili e quale quota dei ricavi va reinvestita per raggiungere la redditività.
Una riserva di liquidità copre i costi operativi durante i periodi di ricavi bassi, crescita lenta o interruzioni impreviste.
Shopify Balance consente ai titolari dei negozi di accantonare fondi in un massimo di sei conti separati all’interno della dashboard di Shopify, utili per separare la liquidità operativa, le riserve fiscali e i fondi di emergenza.
Shopify Finance riunisce la gestione bancaria, del credito e del flusso di cassa nella stessa piattaforma che i commercianti utilizzano per gestire i propri negozi. Per le nuove attività, avere le operazioni finanziarie collegate ai dati di vendita può semplificare l’analisi del flusso di cassa, oltre a velocizzare le decisioni.
Monitorare i costi dopo il lancio è importante quanto prevederli. Le analisi mensili delle spese effettive rispetto a quelle previste rivelano l’adeguatezza o meno del budget, indirizzando le decisioni relative al reinvestimento, al personale e alla tempistica delle spese discrezionali.
Quanto costa aprire un’attività: domande frequenti
In media, quanto costa aprire un’attività?
La maggior parte delle attività investe circa 35.000 euro nel primo anno di attività.
10.000 euro sono sufficienti per aprire un'attività?
Sì, per molti modelli di business. Il dropshipping, i servizi freelance e i prodotti digitali sono tra le attività che possono essere avviate con meno di 10.000 euro.
Quanto costa aprire una piccola attività?
Dipende dal modello di business. È possibile avviare un negozio online con poche centinaia di euro, utilizzando un abbonamento a una piattaforma di base, un dominio e strumenti gratuiti per la progettazione grafica e la redazione dei testi. I costi aumentano in base alle esigenze di magazzino, al personale, ai locali fisici e alle attività di marketing a pagamento.
Cosa sono i costi di avvio?
I costi di avvio sono le spese una tantum e ricorrenti necessarie per avviare un'attività. Comprendono le spese di registrazione dell'impresa, le attrezzature, le licenze e i permessi, le assicurazioni, le scorte e il marketing.
Quale strumento di calcolo dei costi di avvio dovrei utilizzare?
I due strumenti presentati in questo articolo possono esserti d’aiuto. Il modello gratuito di business plan di Shopify include una sezione dedicata al riepilogo finanziario, utile per documentare e classificare le spese di avvio. L’app Profit Calc tiene traccia dell’utile netto per ordine e per prodotto nei negozi Shopify, integrando il costo delle merci vendute (COGS), le spese di spedizione, le tasse, le commissioni di transazione e la spesa pubblicitaria.












